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Sunday,Oct 26 2008, 10:21:18 PMgi@cinto
Schelling e Hölderlin e Kaspar David Friedrich sono gli archegeta dell'imago sublime o la dispieganza della sublimità della transphysis sublime in sublatione trascendente Sublime. Kaspar D.Friedrich transvelò l'abissale transvisione del sublime nella transphysis o nella transmathesis sublime quale topologia sublime dell'esserci, quale transinfinitezza abissale sempre di fronte, gegenstand-imago-sublime, e sempre aldilà, oltre in trascendenza o in sublatione sublime excstatica. Il sublime archegete Kaspar D.Friedrich è l'estatica sublatione dell'essersi infinito transvisionario che contempli direttamente il disvelarsi della transverità sublime, quale sublime transpurezza katartika o rivelazione sublime dell'imago sublime. Nel corso della transtemporalità sublime È stato fondamentale il mito dell'imago Sublime di Kaspar D.Friedrich, o la sua iconomorfia sublime quale modello apocalittico sublime in estetica sublime. Nella sublime imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich l'annientarsi o l'annichilirsi o l'abnegarsi di sé svelò il sublime dinamico, o la sublime transmathesis sublime della matematica sublime dell'essersi sempre di fronte con l'imago sublime transinfinitezza, con la transtabilità in pericolo sublime, simile al sublime delle imago sublimi delle vestigia, asimmetrie nella simmetria, decostruite dalla instabilità della transpazialità transinfinita in exkstasis. L'excstasi della sublime imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich è instabile, o meglio è transtabile quale stabilirsi dell'evento dell'imago dell'essere sublime,
quale transinfinita matematica sublime, o transmathesis sublime dell'essersi transphysis sintagmatica sublime. E' l'excstatica sublimità dell'imago sublime immaginaria di Kaspar D.Friedrich in excstatica sublatione sublime transvisiva della transpazialità, o Transvisione della transcendenza sublime della sublatione excstatica dell'essersi, o estetica della transcendenza dell'essere sublime o estensione estetica della bellezza sublime. La bellezza per Kaspar D.Friedrich è La bellezza sublime dell’imago sublime dell'essere senza fine, senza confine e senza transtelos, è transevidenza In-fondata e imago abissale, excstasi della bellezza sublime che si dà nel mondo, c’è nell'essersi sublime bellezza o estetica excstatica della transinfinitezza. La sublime bellezza è l’estetica che si svelò in imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich quale bellezza sublime che si dà in dispieganza della verità sublime: il sublime è l' evento della verità dell'essersi imago sublime. Il luogo transcendenza è l'imago sublime dell'archegete Kaspar D.Friedrich, quale sublatione topologica dell'essere sublime o transpazialità transinfinita sempre oltre o aldilà delle ontologie regionali dell’etica, dell’estetica fenomenica o epistemica, perchè il Gegenstand si svela sempre quale transphysis sublime. La transpazialità della verità in Kaspar D.Friedrich è l' Abgrund dell' imago sublime in sublatione transcendentale, quale verità della transcendenza sublime, la quale precede e rende possibile ogni altra verità fenomenica o epistemica o empirica o noumenica. Qui c'è il mostrarsi della Verità sublime, quale estetica excstatica della sublime imago dell'archegete Kaspar D.Friedrich o singolarità davanti-alla-sguardo, o senso dell’essere come evento priorità prima del fenomeno o Essere sublime dell'eventuanza. Pareyson disvelò l’intenzionalità estetica del sublime enigmatico quale Bellezza sublime della esteticità nulla, quasi fosse l'analisi
topologico-transcendentale dell’esteticità sublime o sublazione superiore della conoscenza epistemica. È l' esteticità sublime dell'archegete Kaspar D.Friedrich che si dà nell'imago fondersi abissale quale esteticità che si sottrae o si annulla, si nega o è l'abnegarsi transpaziale e transtemporale della transcendenza fenomenica, per eventuarsi poi in sublime imago dell' essersi eventuale. Kaspar D.Friedrich libera la natura o la transphysis nell’esteticità della bellezza sublime o È la bellezza che si rimette in gioco nel sublime, o è il sublime che si dà quale sublatione della bellezza ideale al di là della epistemica o fenomenica o noumenica. Hölderlin è l'archegete sublime dell'eventuanza estetica in excstasi: per Kaspar D.Friedrich, o per l'archegete Hölderlin, non esiste più la frattura o la differenza ontologica tra poesia e pensiero, o tra essersi e transphysis sublime o imago sublime e transmathesis sublime. Hölderlin svelò il Gegenstand sublime che ci
sta di-fronte quale imago sublime: il Gegen-stand sublime della sublatione che ci sta di-fronte è l'eventuarsi del sublime Gegen-stand dell'eventuanza sublime dell'essersi, sempre al di là del categorico o della vivenza o della mondità o mondanità o della bellezza ideale o della Fenomenica estetica o noumenica.
Nell’evidenza della bellezza si dà La
fenomenicità del fenomeno della bellezza, ma il sublime Kaspar D.Friedrich eccede quella transevidenza per essere la transvedenza della sublime sublatione excstatica dell'essersi libertà nella bellezza sublime o eccedenza della libertà nel sublime, o l’eccedenza excstatica sublime dell'imago sublime. La transpazialità sublime di Kaspar D.Friedrich è la struttura ontologica dell'eventuarsi del sublime nelL’esteticità,
o nella razionalità dell’estetico o dell'epistemica o della fenomenica o noumenica bellezza. La bellezza sublime di Kaspar D.Friedrich è il senso che si dà in sublatione, è l’intenzionalità sublime dell'eventuanza dell’essere-nel-mondo: la bellezza sublime non è più solo fenomeno o noumeno, ma si dà quale imago sublime dell'Ereignis sublime dell'essersi. Si dà quale bellezza sublime dell'eventuarsi dell'essere . L’esteticità dell'imago sublime dell'archegete Kaspar D. è l’eccedenza excelsa della Bellezza quale imago sublime per eccellenza dell'essersi. Nietzsche criticò il disinteresse kantiano e difense la bellezza ideale. L’accusa a Kant è rivolta al suo quietismo della volontà, o fiacchezza, o agli ideali della conoscenza fenomenica. Per Heidegger il disinteresse non è indifferenza o una sospensione della volontà, Schopenhauer, al contrario è il più alto sforzo dell' essenza: è nel disinteresse che emerge e si dà la relatività con il gegenstand sublime. La bellezza è l’apparire nella luce del fenomeno dell' apparenza è l’essere-il-piacere o l'esserci-del-piacere o l'essersi-piacere, non l'abnegarsi, non la sua privatezza, non la sua sussunzione funzionale o subornazione a uno scopo o a una utilità, nemmeno però l'abnegarsi nella noumenica. Il piacere estetico trova se stesso solo nell'essersi. Il piacere è se stesso quando non è di nessuno: solo così può essere di ogni esserci . Nel piacere estetico ogni essersi è libera singolarità, o singolarità in perenne transcendenza sublime. La singolarità dell'archegete Kaspar D. Friedrich è l'imago dell'essersi sublime o singolarità del sublime, o lo stabilirsi dell'eventuanza del sublime nell’essere come nella transphysis dynamis o nella transmathesis transinfinita estetica excstatica. La dimensione del disinteresse è il luogo dell' evento sublime, dell' apparenza libera o del mostrarsi dell' essere sublime. La bellezza sublime quale non-ente, niente, nulla, o evento sublime dell'essere in eccedenza o sublatione sublime sempre al di là della natura calcolata, o della sua
matematizzante fenomenica ideale o noumenica. Il senza-interesse è una forma dell'icona del lasciar-essere l'eventuarsi del sublime, o lì c’è il mostrarsi o
il manifestarsi dell'abnegarsi dell’essere sublime. Il “luogo” della bellezza sublime e la sua origine si dà nell'epigenesi dell'archegete Kaspar D. Friedrich quale evento della bellezza sublime o imago sublime del consenso, evento del senso dell'Essere sublime o La transEVIDENZA o transvedenza sublime estetica excstatika. La bellezza sublime è la forma dell'eventuarsi dell'essersi purezza dell’evento sublime, o incompletezza della bellezza ideale o libertà dell’evento del sublime nella bellezza fenomenica, categoriale, noumenica, quale Gegenstand sublime o singolarità o transmonade sublime. L’esteticità dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich é la sublime libertà dell’evento sublime della sublatione sublime nella bellezza. L’evento sublime nella bellezza è la purezza dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich: è la vaga erranza e naufraganza nel mondo, è la singolarità sublime dell'evento nella bellezza, è il nulla o l'abnegarsi dell'essersi. La potenza dynamis sublime intensità dell’evento senza fine, senza transtelos, senza translogos, è la libertà sublime dalla cronotopia e dalla kronologia della mondità o della mondanità. L’evento sublime è la differenza ontologica dal fenomeno o noumeno del sublime. La sublime bellezza dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich è l’al di là del fenomeno e del noumeno, è l’al di là della temporalità, transinstabile equilibrio del nulla sublime senza fine e senza perché, o solo epigenesi dell'Ereignis sublime Singolarità. La sublime bellezza si dà nella singolarità o nella transcordanza, quale concordanza dell’evidenza del sublime nella bellezza.
La bellezza sublime è il mostrarsi dell'evento dell'essersi quale evento del sublime nella bellezza estetica, o singolarità sublime nella bellezza quale enigma dell'essersi: esteticità della imago della singolarità sublime.
La singolarità sublime si dà nella bellezza quale evento dell'essersi senza fine, senza nulla, senza tempo. È fondamento
dell' eterno ritorno del sublime nella bellezza.
La sua singolarità a-temporale non rappresenta più nulla, è solo se
stessa, pura apparenza o evento della singolarità sublime: aldilà del fenomeno della purezza o noumeno. È la singolarità
che eventua se stessa, fonda la sublimità dell'evento dell'essere. Qui è la singolarità sublime a gettarsi o abnegarsi nella dispieganza dell' eidos, o evidenziarsi o mostrarsi nella bellezza ideale. L’eidos dell'imago sublime dell'archegete Kaspar D. Friedrich, o della singolarità iconica Kaspar D. Friedrich è La sublime bellezza che si eventua aldilà della purezza fenomenica o noumenica, quale evento sublime di-fronte, o Gegen-stand-sublime infondatezza. Nella Recherche Proust disvelò il pensiero poetante della bellezza sublime:
È l’essersi-com-presi dal sublime nella bellezza o dell' essere sublime che
c'è o si eventua dal nulla, così che è la bellezza sublime a pensarsi e a farci pensare.
La bellezza ideale Platonica svelò la sua essenza nell’apparire, nell’essere la più
apparente o apparenza ideale, evidenza della purezza, invece l'archegete del sublime Proust dis-velò La verità sublime nella bellezza, aldilà dell'adeguatezza ideale. La verità sublime
non è più la Platonica visione ideale, o la fenomenica o noumenica purezza
ma la singolarità dell'evento sublime nella bellezza: l’essere è l'evento sublime nella sua singolarità o alterezza o sublatione sublime. Kaspar D. Friedrich E' IL PENSIERO DELl'icona sublime nelLA BELLEZZA non più ideale, ma singolarità dell'evento della dissonanza nella consonanza, quale transonanza sublime, o discordanza nella concordanza quale transcordanza sublime. Rimbaud è l'archegete sublime della singolarità sublime della transpoiesis
o Silesius con la sua bellezza sublime che si dà senza perchè, quale Gegenstand sublime dell'eventuanza, o Proust con lo stile come visione sublime: l'alterezza o la sublazione sublime Proustiana svelò l'evidenza dolorosa, quale verità sublime inedita che dischiude l'evento sublime dell'esserci: e adesso, guardate! Ed ecco che il mondo, il quale non è stato creato una volta per tutte, ma lo è ogniqualvolta sorge un nuovo evento sublime ci appare nella sua differenza ontologica perfettamente sublime.È proprio la sublime differenza che crea l’evidenza della verità sublime, capace di vedere e sentire più profondamente le differenze:la sublime bellezza dello stile è il segnale che il pensiero si elevi, che abbia scoperto e stabilito i nessi tra eventi sublimi e fenomeni sublimi e noumeni sublimi che la contingenza lasciò separati. Una imago o una icona o un quadro di Kaspar D. Friedrich è nella sublime bellezza un evento sublime del pensiero poetante: tra il transvisibile sublime il pensare sublime c'è l'evento sublime dell'essere luce del pensiero, la luce si pensa o si eventua nel pensiero poetante dell'esserci. L’immagine dell'imago dell'archegete Kaspar D. Friedrich non è una simulazione del mondo sensibile o simulazione dell’idea Platonica, è Essa stessa un’idea sublime o l'idea del sublime quale estetica excstatica, o meglio il pensiero della sublazione sublime oltre la categorialità fenomenica o noumenica o epistemica. Nel colore sublime di Kaspar D. Friedrich c’è il pensiero sublime. La pittura sublime di Kaspar D. Friedrich, per l'archegete dell'ontopologia sublime Proust, non solo pensa, ma è l'eventuanza dell'essere sublime. Nel sublime gli infiniti vortici viventi abitano il caos, l' invisibile, l'indicibile. Il pensiero sublime abita il colore o abita il suono quale translogos estetico exstatico, i colori pensano, i profumi raccontano mondi e idee, il colore pensa da sé. L’esserci sublime dell'archegete Kaspar D. Friedrich non è altro che il suo essere evento sublime, o della sublatione creata dal sublime. La sublime imago di Kaspar D. Friedrich si dà come evento sublime del sublime. È la singolarità sublime che crea se stessa ed è la verità della singolarità sublime, quale estetica estatica dell’evento sublime o il rivelarsi o mostrarsi o abnegarsi o manifestarsi dell'Estetica della Transcendenza sublime. La bellezza sublime ha sempre avuto una relatività con la verità, Platone ne svelò la visibilità o luminosità o splendezza. Platone Ideò La bellezza della verità nell’apparenza. L’adaequatio di res e intellectus, nella bellezza, è un’intuizione eidetica libera della presenza fenomenica o noumenica. La bellezza sublime è invece sempre eccedente, è l'excstasi della sublatione nel suo esserci. La bellezza sublime è nel luogo in cui non ha luogo nulla, nulla che non sia l’aver-luogo del luogo stesso, una figura che si configura e si costella, quando sono sospesi significato, causalità,cronologia e intenzionalità. La bellezza sublime è il Gegen-stand della transpazialità: un difronte o rivelarsi senza Grund, o senza fondo o senza fondatezza. Per l'archegete Kaspar D. Friedrich la sublime bellezza è l’eccedenza excstatica dell'eventuanza. Non è mai una semplice presenza ideale, o fenomenica o noumenica o epistemica. Kaspar D. Friedrich è l’evento sublime della singolarità del sublime, o la Differenza ontologica del pensiero sublime poetante, è l'Essere sublime. L'essere Differenza è l'evento dell'ontopologia sublime. Più nel profondo è l’Essere sublime che si dà, quale eventuanza sublime. C’è un’apertura, una fessura, una piega ontologica che lascia dispiegare l’essere sublime. In tali eventi sublimi l’essere è la stessa Differenza. L’essere è l’essere dell'eventuarsi del sublime. Il sublime è l’aldilà ontologico dell’eventuanza dell'essersi. Nello spazio sublime dell'archegete dell'ontopologia sublime Kaspar D. Friedrich La bellezza è il ‘caos’ ed è singolarità: o meglio è il kaosmos nella transingolarità o l'indeterminatezza quale transapeiron nell'archè prioritaria, o caos nell’assenza del fondamento o nella singolarità della bellezza sublime della transphysis come l’al di là di ogni principio del piacere. La singolarità sublime Si dà e si immagina senza alcun modello, esprime l'evento sublime Kaspar D. Friedrich nelle singolarità e nelle differenze, dispiega la curvatura della sublatione sublime dell'ab-Grund excstatico, ove c'è la dispieganza degli eventi sublimi. Kaspar D. Friedrich è la singolarità dell’evento sublime nella bellezza, la singolarità della differenza dell'eventuanza. The Sublime Is Kaspar D. Friedrich. Ma nessuno si è mai chiesto del perchè esista una musa della bellezza e non ci sia una transmusa dell'eventuarsi del sublime. Forse il pensiero dell'archegete Plotino viene in sublata svelatenza: già Sul sublime-nella-bellezza o sublime-in-svelatezza e sublatione Plotino iniziò con il rifiutare la tradizionale classicità della bellezza come armonia e proporzione, e sostenenne che quella pare riferirsi o situarsi esclusivamente alla simmetria. Al contrario, la bellezza risiede innanzi tutto negli oggetti e nelle qualità , in quanto ogni allontanarsi dalla transmonade verso la molteplicità equivale a un perdersi in perfezione. Epigenesi della bellezza-sublime è l’imprimersi di una forma o l'evidenziarsi dell’idea pervasa da sublazione spirituale soprasensibile o sopraelevatezza transexcelsa o svelatenza del sublime-nella-bellezza. Plotino ripresentò la tematica dell' anagogica della bellezza Platonica, là ove l'eterno ritorno dell’anima verso la transfera delle idee si evidenzi con la contemplanza e sublanza, rivolta a forme di bellezza spirituali e immateriali o sublazioni ideali. Platone situò la contemplanza della bellezza in sé, divina e monade quale forma della bellezza o dell' evidenziarsi transvisibile nell'ideale dalla transmente, quale armonia invisibile o armonizzarsi o transonanza musicale o musica della natura stessa o svelatenza o sublatione della physis o essere estatico-nel-mondo dell'essere. L'evidenziarsi del fenomeno musicale ontologico, coniugato alla struttura temporale del suono, o alle specificità estetiche, e recettive o al percepirsi dimensionale dell’ascolto è il gettarsi dell'interesse o il mettersi in luce o il costituirsi dei nessi che coniugano le categorie concettuali tradizionalmente impiegate dalla fenomenologia della musica in sublationi estetiche del suono sublime. La musica o un suono? Cosa c'è in risonanza o ci sia nell'eventuarsi in transonanza? I possibili eventi o interpretazioni? All’origine, la musica pare risolversi tutta nella filosofia, come modello dell’attività del relazionarsi o dell' armonizzarsi dei suoni dall'acuto al grave, all’intonazione del modello scalare: il filosofo è già musicista, come narrò Platone Fedone nel sogno fa già musica altissima o sublatione sublime. Nel Sofista la filosofia è musica, perché evidenzia le modalità dell'accordarsi e dispiegarsi nella completezza. Musica e filosofia sono l’interpretazione pitagorica dei paradigmi di relatività del fondarsi, al di là del relazionarsi mondano ma quale sublime sublatione. Filosofo e musicista sono una destinanza nell’oblio: hanno una vocazione per la musica ma si dedicano alla filosofia o viceversa. Sono persi o presi in una naufraganza che sfugge: le relazioni fra musica e filosofia si svelano nell'eventuarsi della transpoiesis sublime, o nel crearsi della sublatione estetica estatica. Lì la filosofia è musica o la musica è il mondo che canta, e la musica è il sublimarsi nella filosofia, ma con profonda asimmetria sublime. Quel situarsi sublime in sublatione estatica è l'eventuarsi di una tragicità immanente, quasi una destinanza che ancora è in attesa di una risposta che non si è data e non si darà mai. Problematica o interpretazione che viene in luce o è l'eventuarsi della musica sublime all’interno della bellezza estetica della musica stessa, Quale transonanza excstatica della sublatione musicale o il sollevarsi sublime della biforcazione tragica, nella quale il filosofo vede scissa la transmonade musicale o dell'INDETERMINAtezza Sublime della transonanza o transvisibilità ideale poetante. Lì c'è l'evento sublime che si eventua in trascendenza ontologica, o la transontologia sublime dell' Essere Kaspar D. F. è l'evento che dispiega la verità sublime ed è il fondamento del sublime o
autosvelamento dell'essere che è senza fine. Kaspar D. Friedrich è la struttura ontologica della sublatione sublime, è ontologicamente inseparabile dal sublime perché è l'essere eventuanza del sublime dell'essere. L'immagine ontologica dell'essere sublime è l'archegete Kaspar D. Friedrich che si eventua nell'imago sublime ontologicamente, secondo il sublime dell'essere o l'eventuarsi dell'essersi. L'accadere della verità sublime è l'evento dell'essere sublime, è l'evento che si eventua, è l'increspatura dell'onda, l'abisso di cui non si può mai trovare il fond-o-amento: c'è l'archegete Kaspar D. Friedrich Dietro l'immagine del sublime o nell'abisso del non-fondamento sublime o la stabilità strutturale dell'archegete dell'ontopologia sublime René Thom!
L'ì c' è un continuo abnegarsi nell'abisso del non-fondamento, la vertigine del sublime, Niente sublime, destinanza sublime insensata, atroce, inafferrabile, Vuota abissalità della sublatione sublime vertigine dell'Abisso. Il darsi sublime ed abissale del suono, al di là della bellezza musicale quale sublazione estatica del sublime nella transonanza sfugge ad ogni semplificazione logica, ed è irriducibile ad una sistemica formale o adeguatezza ideale. Gli aspetti udibili, quali ritmo, forma, densità o rarefazione di eventi sonori, sono la morfologia del suono estetico-musicale in evidenza spaziale ideale o eventuarsi ontologica, quale opera eventuale transpoietica, mistica e fisica, tattile e riflessiva in evidenza o un eventuarsi sublime dell'indeterminata sublatione. La fenomenica è il mostrarsi del sonoro quale purezza del suono. Un suono non possiede nulla, nè ha il suo essere nel fenomeno sonoro. La struttura ontologica della musica è la transonanza sublime dell'eventuarsi dell'essere o la transarmonia sublime, lì c’è una strutturarsi dell'eventuarsi della transtemporalità. L’indeterminatezza sublime si eventua nelle consonanza dell' altezza, durata, timbro, intensità per eventuare dissonanze o transonanze quale s-fondatezza dell’eventuarsi excstatico dell'estetica della bellezza musicale, o l’idea della bellezza o la fine dell’estetica o l’essenza estetica, o il suo essere-per-i-sensi o estetica del fenomeno creativo. La composizione musicale quale evento sublime è l'eventuarsi della decostruzione della transmathesis sublime:
matematica sublime dell'excstatica estetica
mistica di eventi della verità. Gli eventi sonori sublimi o cromodinamici sublimi
della transtemporalità musicale sono la disvelanza del sublime nella bellezza , o è l’eventuarsi del sublime essere dispieganza della singolarità. La transtemporalità nella musica sublime è la transonanza sublime dell'eventuarsi o abnegarsi, sistole e diastole, dell'essersi, è transpazialità o insorgenza di fenomeni o noumeni, è immanenza di presenza e assenza, o eventi sublimi assentemente presenti o presentemente assenti, oltre la simmetrica bellezza ideale; è il vuoto abissale sublime che accoglie l’eventualità del mostrarsi, o il manifestarsi transpazio-temporale dell’evento transpoetanza. La bellezza sublime risiede nelle composizioni timbriche in assenza di strutture di referenza; nell’accadere discontinuo di suoni e silenzi sublimi; nell’emergenza delle transonorità dalla risonanza o dissonanza creata dagli eventi transarmonici. Il tempo musicale della bellezza ideale si disvela così quale misura vuota, come se fosse bolla fullerenica o transmonade che scoppia sulla superficie del silenzio: il centro attorno a cui gravitano tutte le forze, le diramazioni, le infinite possibilità, è sublime silenzio. Il silenzio è transcentro abissale immobile, é spinta ad agire, impulso, motore immobile della dynamis sublime, quale eventuanza della transmathesis sublime: il silenzio sublime è il fondamento abissale, principio o priorità della musica sublime, il suono sublime esiste, si manifesta, si espande e si esaurisce è il mostrarsi della dinamica sublime o cromodinamica sublime.
La dinamica sublime del mostrarsi ed abnegarsi dell'evento musicale, o manifestarsi del fenomeno o noumeno sonoro è l'eventuarsi dell' essere e non è altro che il sublime. Il suono sublime ha una eccedenza excstatica che non si lascia imbrigliare nelle simmetrie matematiche: l’evento della transonanza sublime è la dispieganza degli eventi sonori sublimi misteriosi, il suono si eventua in latenze cromodinamiche che consentono all'esserci di ascoltarsi, di scoprirsi, di incontrare se stesso, attraverso le dispieganze che il suono dell’evento sonoro sublima aldilà della parola, della semantica di referenza. La musica è Il dispiegarsi della transtemporalità dell'evento dell'essersi sublime, o struttura ontologica transarmonica della temporalità sublime. Il tempo della musica sublime è la temporalità musicale dell'eventuarsi ed abnegarsi dell'essersi sublime: la musica sublime è la disvelanza della bellezza al di fuori della purezza o transvisibilità, quale sublime bellezza che vola lontano dall’ideale apparenza fenomenica o noumenica per eventuarsi in excstatica catarsi sublime, o l’idea di un sublime musicale o transfonico. La sublazione sublime o transexcelsa dell'archegete Leibniz si svela invece nell' essere della transmonade o archemonade quale intenzionalità ontologica-metafisica. Leibniz ideò l'epigenesi: nulla c'è senza il sublime matematico, o nulla c'è senza il sublime nella bellezza o il sublime nella transmonade.

